In questi giorni è impossibile non parlare di energia nucleare. Benché oggi gli italiani contrari al nucleare non siano certo così numerosi come nel 1987 (anno del referendum abrogativo in cui i SI vinsero con una percentuale che si aggirava intorno all’80%), la scelta del Governo di costruire centrali nucleari nel nostro paese continua a rimanere impopolare.Se è vero che la gente ha paura di ciò che non conosce è altrettanto vero che le informazioni che circolano nei media non aiutano a conoscere meglio l’argomento. Sondando il terreno, sembrerebbero circolare solo opinioni piuttosto che fatti. Ancora meno fatti scientifici. Inutile aggredire il lettore con numeri, esempi provenienti dall’estero o con affermazioni perentorie se chi legge non dispone degli strumenti per verificarli.
Oggi ci si presenta un orizzonte in cui si va da nonnine di 82 anni (ad esempio la mia) che definiscono il nucleare “sicuro”, perché l’ha detto il TG, a chi ancora è terrorizzato dall’incidente di Chernobyl. Troppo facile così.
In tutto questo incalzare di vantaggi e svantaggi legati al nucleare ho cercato di far(mi) un po’ di ordine ed esaminare un po’di affermazioni, favorevoli o contrarie, sentite in giro.
Pro: L’energia nucleare è pulita. Vero. Le centrali nucleari non emettono CO2 ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra. Chi è contro però risponde: e le scorie dove le metti?? Non possono essere distrutte e l'unica soluzione, per il momento, è lo stoccaggio per migliaia di anni in depositi. E non ci sarà certo la gara da parte dei comuni per ospitare i rifiuti nel proprio territorio.
Pro: L’energia nucleare è sicura. I reattori di III generazione come gli EPR (European pressurised reactors) che dovranno essere costruiti in Italia sono più sicuri rispetto a quelli delle generazioni precedenti. Vero, però chi è contro fa notare che le scorie che produce sono maggiormente pericolose. Con buona pace della sicurezza. Inoltre un’inchiesta del quotidiano The Indipendent denuncia che “il rischio di incidenti con queste nuove tecnologie è sì più basso, ma, nel caso avvenga una fuoriuscita di radiazioni, questa sarebbe più consistente e pericolosa che non in passato”. Forse dipende da cosa si intende per “sicurezza”.
Pro: L’energia nucleare è economica. Le centrali nucleari producono energia ad un costo molto più basso rispetto alle centrali termoelettriche (2 centesimi di Euro per Kw/h contro i 3 centesimi di Euro per Kw/h delle centrali a carbone, Fonte Enea, anno 2005, pag 469). Si, ma questo senza considerare gli elevatissimi costi della costruzione dell’impianto, lo smaltimento delle scorie e dello smantellamento degli stessi impianti una volta giunti al temine dell’attività. Questi costi sono anche difficili da prevedere come ha dimostrato la centrale EPR in costruzione in Finlandia, che ha già visto raddoppiare i costi di costruzione rispetto a quelli previsti.
Tra tutte le controversie però, questa è quella che mi ha stupito di più.
Pro: L’uranio ha costi bassi e la produzione di energia dal nucleare ridurrebbe la dipendenza dall'importazione di petrolio e la dipendenza dal petrolio. Si ma uranio non ce ne è abbastanza. Quindi si finirà a scannarsi per l’uranio così come facciamo per il petrolio.
Che l'uranio stessse finendo mi è sembrato strano tanto più che alla lezione sull’energia nucleare ci è stato detto che si trova ovunque, che la crosta terrestre ne è piena. Così, approfondendo ho scoperto che è vero che in natura è diffuso ma è difficile trovarlo in concentrazioni elevate. Nella crosta terrestre è presente in proporzione di circa 3 grammi per tonnellata di crosta terrestre (detta anche parte per milione: ppm). Quindi si hanno a disposizione circa 10.000 miliardi di tonnellate, più dell’argento o dell’oro. Tuttavia non abbiamo a disposizione una tecnologia che consenta di estrarlo a costi contenuti. Un giacimento di uranio si definisce sfruttabile quando si stabilisce un limite economico, cioè una soglia (espressa in dollari) oltre il quale risulta conveniente estrarlo. Le fascia di costo sono: fino a 40 $, da 40 a 80$, da 80 a 130 $. Ovviamente i più economici sono i primi ad essere sfruttati. Tutte le zone dove c’è una comprovata presenza di uranio vengono denominate Risorse Ragionevolmente Sicure (Reasonably Assured Resources, RAR). Una volta noti i giacimenti ragionevolmente sicuri, si possono individuare luoghi simili da un punto di vista geomorfologico che possono dare indicazioni su giacimenti simili a quelli sfruttati. Tali giacimenti si considerano stimati e fanno parte delle Risorse Addizionali Stimate (Estimated Additional Resources, EAR) classificate in due categorie: EAR-I ed EAR-II; le EAR II sono meno certe delle prime. Esiste poi un’altra categoria chiamata delle Risorse Speculative (SR), che sono il frutto di una ulteriore estrapolazione delle caratteristiche geomorfologiche di terreni che potrebbero contenere uranio. Le risorse del tipo RAR e di tipo EAR-I sono quelle di sfruttamento più facile, e come tale meno costoso; sono disponibili in quantità che vanno da 3.500.000 t a 4.500.000 t a seconda di quanto si è disposti a spendere per l’estrazione. Anche nell’acqua di mare ce ne è un’alta percentuale ma i costi per estrarlo sono ancora molto elevati. Si stima intorno ai 300 $/kgU.
Quindi è vero che di uranio ce ne è molto, il problema è stabilire quanto di questo è sfruttabile ad un prezzo accettabile. Stando al Uranium 2007: Resources, Production and Demand, ( detto Red Book) pubblicato dalla OECD Nuclear Energy Agency (NEA) congiuntamente all’ International Atomic Energy Agency (IAEA), se ci basiamo sulla produzione del 2006 di energia nucleare con le attuali tecnologie, l’uranio a disposizione dovrebbe durare per circa 100 anni. Rimane comunque che l’aumento della domanda e quindi dei prezzi del materiale dovrebbe spingere il mercato ad investire in ricerche che rendano estraibile l’uranio a prezzi sempre migliori.
Quello che emerge è che di certo non c’è molto, e di chiaro ancora meno. Ora sarà necessario valutare attentamente, e aggiungerei utilitaristicamente, tutti i vantaggi e gli svantaggi che il ritorno al nucleare comporta. Anche solo per farsi un’opinione. Certo un dubbio sorge: ma l’energia nucleare non sarà stata idealizzata???
Comunque c’è anche chi fa notare che, per quanto riguarda l’Italia, non ci sono grandi motivi di preoccupazione perché tra il dire e il fare, c'è di mezz il mare.
Quello che emerge è che di certo non c’è molto, e di chiaro ancora meno. Ora sarà necessario valutare attentamente, e aggiungerei utilitaristicamente, tutti i vantaggi e gli svantaggi che il ritorno al nucleare comporta. Anche solo per farsi un’opinione. Certo un dubbio sorge: ma l’energia nucleare non sarà stata idealizzata???
Comunque c’è anche chi fa notare che, per quanto riguarda l’Italia, non ci sono grandi motivi di preoccupazione perché tra il dire e il fare, c'è di mezz il mare.
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