
Poco più di un anno fa il fisico A. Garrett Lisi pubblicava sulla famosa rivista Open Access arXiv "An Exceptionally Simple Theory of Everything".
Ben lontana dall'intenzione di cimentarmi a spiegarla, ammetto che un giro di ricognizione sui motori di ricerca è stato spunto di alcune riflessioni.
Primo, per citare un post su un altro blog, se Garrett Lisi non fosse un personaggio così folkloristico (divide la sua vita tra la fisica, pur senza essere affliliato a nessuna università, il surf alle Hawaii e lo snowboard in Nevada) quanta attenzione gli avrebbero dedicato i media?
Col senno di poi verrebbe da rispondere poca. Infatti da allora non se ne è più parlato tanto. Vero è anche che l'autore aspettava il grande appuntamento a Ginevra con il super acceleratore di particelle Large Hadron Collider per avere qualche conferma della sua teoria. Quindi forse si tratta solo di avere un pò di pazienza. Oppure i media stavano solo cavalcando l'onda dell'ennesima notizia scientifica curiosa. Vedremo.
Ben lontana dall'intenzione di cimentarmi a spiegarla, ammetto che un giro di ricognizione sui motori di ricerca è stato spunto di alcune riflessioni.
Primo, per citare un post su un altro blog, se Garrett Lisi non fosse un personaggio così folkloristico (divide la sua vita tra la fisica, pur senza essere affliliato a nessuna università, il surf alle Hawaii e lo snowboard in Nevada) quanta attenzione gli avrebbero dedicato i media?
Col senno di poi verrebbe da rispondere poca. Infatti da allora non se ne è più parlato tanto. Vero è anche che l'autore aspettava il grande appuntamento a Ginevra con il super acceleratore di particelle Large Hadron Collider per avere qualche conferma della sua teoria. Quindi forse si tratta solo di avere un pò di pazienza. Oppure i media stavano solo cavalcando l'onda dell'ennesima notizia scientifica curiosa. Vedremo.
Ben più difficile invece è rispondere al rimprovero rivolto ai giornalisti scientifici. Nel succitato post infatti c'è un forte invito a voler essere più chiari e più precisi. Da lì alla riflessione sul ruolo stesso del giornalista scientifico il passo è stato breve.
Io mi chiedo: per riuscire a spiegare una simile teoria (ma anche la ben più famosa teoria della relatività, per esempio, sigh!) è necessario avere una formazione matematica avanzata? Ma anche: quanti fisici ci riuscirebbero con un linguaggio accessibile a tutti?
Da un lato infatti vediamo gli scienziati, così specializzati nel loro settore, qualunque esso sia, che non riescono a comunicare con il grande pubblico, e dall'altro, quelli che dovrebbero essere i divulgatori che, spesso, non hanno gli strumenti per capire loro per primi.
Come possibili soluzioni abbiamo: o fare corsi accellerati di comunicazione agli scienziati (e così si comunicano da soli le loro scoperte) oppure facciamo laureare almeno in matematica, chimica e medicina i divulgatori scientifici. Altre proposte?
Per ora guardate questo video (da notare l'altra versione del video con White Rabbit dei Jefferson Airplane in sottofondo, ogni riferimento è puramente casuale!)
Poi chi riusce a spiegarmi la teoria, senza avere una laurea in fisica però (non vale barare), vince il premio "Divulgatore scientifico dell'anno".
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